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IntroduzioneModifica

Siamo giunti a quello che si riteneva essere fino a qualche tempo fa l’ ultimo pianeta del Sistema Solare. Infatti durante un’ assemblea dell’Unione Astronomica Internazionale I.A.U., tenutasi a Praga il 24 agosto 2006 gli astronomi hanno concordato che Plutone non può appartenere alla categoria dei pianeti del Sistema Solare ma ad una famiglia di corpi che prendono il nome di “pianeti nani” cui appartengono anche Cerere, il noto asteroide scoperto da Giuseppe Piazzi, 2003UB313 ovvero Eris, un pianetino situato ai confini estremi del Sistema Solare scoperto nel 2003.

Quello che ha indotto gli scienziati a declassare Plutone è stata principalmente la sua caratteristica orbita. In effetti l’ assemblea ha dato una nuova definizione di pianeta: il corpo durante il periodo di rivoluzione attorno al Sole deve “dominare” la regione di spazio in cui orbita, nel senso che deve muoversi senza intersecare orbite di altri pianeti. Questo è proprio quello che accade a Plutone che in certi periodi si trova più vicino al Sole di quanto lo è Nettuno.


Scoperta di PlutoneModifica

Può succedere qualche volta che nel mondo accademico da errori ci si arriva a delle scoperte, è quello che è successo durante la scoperta di Plutone. Accadde che analizzando dei dati relativi all’ orbita di Nettuno, si credeva che vi fosse un pianeta che come era successo per Urano doveva interferire tale orbita. Gli scienziati quindi si adoperarono per scoprire il pianeta X ma invano, uno di questi Percival Lowell, noto per i suoi studi su Marte, dedicò 14 anni alla ricerca del pianeta senza riuscirci. Solo il 13 marzo 1930 un suo giovane assistente dall’Osservatorio di Flagstaff, Clyde Tombaugh, poté finalmente dare al mondo la notizia della scoperta del pianeta X. Il pianeta X venne chiamato Plutone, il dio degli inferi; il nome fu scelto anche per commemorare con le sue iniziali (PL) Percival Lowell. Oggi, ci si è resi conto che la piccola massa di Plutone non può avere alcun sensibile effetto gravitazionale su Nettuno, e che le apparenti irregolarità dell’orbita di questo pianeta erano probabilmente dovute solo a errori di calcolo.


ComposizioneModifica

Osservazioni recenti hanno confermato che su Plutone è presente un sottile strato di atmosfera costituito da metano e azoto. La presenza di metano e azoto allo stato solido rendono la superficie di Plutone estremamente riflettente con zone più chiare e zone più scure. Si pensa che la struttura interna sia costituita da un grande mantello ghiacciato che racchiude un piccolo nucleo di rocce silicatiche.


Dati fisiciModifica

Distanza media dal Sole 5900 milioni di Km

Diametro 2390 Km

Velocità orbitale attorno al Sole 4,7 Km/s

Periodo di rotazione 6g 8h (retrograda)

Periodo di rivoluzione 247,7 anni

Satelliti noti Caronte

Massa (Terra = 1) 0,002

Volume (Terra = 1) 0,005

Densità media 1,1 g/cm3

Temp. Media superficie -230°C

Inclinazione dell' asse 122°

Incl orbita rispetto all' eclittica 17° 21'


Satelliti di PlutoneModifica

Nel 1978 venne scoperto un satellite, Caronte relativamente grande rispetto al pianeta. Le caratteristiche fisiche di questi due oggetti sono unici e particolari; incominciando dall’elevata inclinazione della loro orbita sul piano dell’eclittica, e le loro piccole dimensioni rispetto ai pianeti esterni gassosi.


Tabella Satelliti di PlutoneModifica

Satellite Distanza orbitale (Km) Periodo orbitale(gg) Scopritore Data scoperta

Caronte 20000 6,39 Christy 1978

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